Spiaggia per sole donne: emancipazione e segregazione.

A Riccione, la situazione è ben diversa. Sicuramente i gestori del "bagno" hanno pensato più al marketing e alla pubblicità che al significato sociologico di tale scelta. Uno stabilimento stile musulmano, nel quale le donne sono separate dagli uomini e si trovano al riparo dagli occhi indiscreti dei maschi.
Ma come, in una società in cui si parla di parità dei sessi e di emancipazione delle donne si assiste ad una retromarcia sociale che ci riporta indietro ai tempi in cui nelle scuole le femmine erano separate dai maschi. La voglia di sottrarsi allo sguardo degli uomini è un chiaro segno di sfida: io ce la posso fare da sola, di voi non ho bisogno. E le donne godono di questa situazione privilegiata in cui i maschi, al di là della rete, sbavano come delle lumache.
La tendenza all'isolamento delle donne in un apposito spazio non è nuova. Anche alcune discoteche hanno delle oasi protette, off-limits per i maschi. Ho visto più di un buttafuori bloccarmi: "In questo bar possono entrare solo le donne". Conseguenza: bar pieno di donne che si mettono in mostra come nelle vetrine di Amsterdam e gli uomini fuori dallo spazio protetto a guardare e sbavare...
Le donne vogliono i loro spazi? Benissimo, se li prendano e se li tengano. Addio cene pagate, hotel, consumazioni a scrocco, rose, varie ed eventuali! Il cambiamento deve partire anche da noi maschi, però. Cerchiamo di ignorarle un po di più queste donne che stanno al bar nello spazio protetto, si mettono in mostra, non bevono nulla e poi vengono a chiedere la consumazione a te, maschio sbavante, che non riesce a dire di no.
L'emancipazione delle donne non può passare per una segregazione di fatto, per delle oasi protette che apparentemente danno l'impressione di una "superiorità" del gentil sesso ("ce la faccio da sola..."), ma che non sono altro che il frutto della nostra cultura maschilista esasperata.