lunedì, maggio 29, 2006

Le convenzioni universitarie

Ieri sera nel programma Report, in onda su Raitre, hanno parlato delle convenzioni stipulate dai vari ordini professionali e dagli statali con le Università italiane. Tra coloro che ne possono usufruire ci sono, per esempio: l’Ordine dei Giornalisti, i ragionieri commercialisti, la Polizia di Stato, l’Inps, i vari Ministeri. In cosa consistono le convenzioni? Praticamente, coloro che non sono laureati (o coloro che vogliono una seconda laurea) e rientrano in una delle categorie privilegiate che possono usufruire delle convenzioni, ottengono uno sconto in termini di crediti formativi, in modo tale che, alla fine dei conti, possono conseguire la laurea saltando parecchi esami. Questo sconto è giustificato in base al fatto che i lavoratori, avendo accumulato una certa esperienza nel campo lavorativo possono saltare gli esami i cui contenuti si presume che siano dati per scontati. L’esperienza lavorativa ed i vari corsi di formazione svolti internamente agli uffici vengono riconosciuti come dei veri e propri esami. Lo slogan recita: “Laureare l’esperienza”. Scusate, se si ritiene che i lavoratori abbiano le competenze necessarie, perché fargli saltare gli esami? Potrebbero sostenerli quasi senza studiare, ma almeno in tal modo si potrebbe certificare la reale preparazione di ognuno. Quale è la conseguenza di tutto ciò? Molti più laureati non preparati, molte più università ricche, meno possibilità da parte dei veri laureati di aspirare ad un posto da dirigente essendo la competizione più agguerrita e falsata. Mi chiedo perchè uno studente debba faticare il doppio rispetto a chi lavora a parità di titolo conseguito. E’ positivo il fatto che i laureati aumentino, ma è negativo che lo facciano in questo modo perché così si riduce (se non lo è già) la laurea ad un pezzo di carta inutile e la laurea viene totalmente svalutata ed inflazionata. Il meccanismo delle convenzioni non fa altro che chiudere le porte a moltissimi veri laureati che si vedono soffiare il posto da persone che hanno conseguito una finta laurea. Non penso che in questo modo si vada lontano, il Paese ha bisogno di competenze non di pezzi carta qualunque.

5 Comments:

At maggio 29, 2006 10:40 PM, Blogger Tom said...

Anch'io ho visto la puntata di report di ieri sera e devo dire che sono rimasto indignato...non trovo giusto regalare le lauree in questo modo

 
At maggio 30, 2006 9:17 AM, Blogger vieller said...

Ho visto anch'io parte della puntata di Report. Francamente la cosa non mi ha stupito più di tanto. Mi ha fatto tornare in mente quelle lauree per strani meriti (anni 1980-90) che venivano rilasciate a vari dirigenti che qualcuno riteneva meritevoli non si sa di cosa (nemmeno loro lo sapevano).
Il problema è che si tende a dare più importanza alla laurea per "facilitarti" nel mondo del lavoro, che una laurea per cultura personale che poi ti porterà più preparato nel mondo del lavoro. E' quasi la stessa cosa, però mentre la prima ti porta automaticamente a cercare tutte le strade possibili, magari scorrette, per avere l'attestato, la seconda è veramente una preparazione culturale.
Il fatto di laureare l'esperienza, non è di per sè sbagliato.
Come dici tu, e ti do perfettamente ragione, è sbagliato il fatto di non fare gli esami.
Se uno ha esperienza nel proprio lavoro, potrà decidere di evitare di partecipare ai corsi. Ma evitando di fare gli esami o peggio, mercanteggiare la quantità di esami che è possibile evitare, vuol dire che è la scuola a non voler nemmeno controllare il livello di preparazione conseguito con l'esperienza lavorativa.

 
At giugno 03, 2006 8:00 PM, Blogger Montecristo said...

Purtroppo in Italia c'è la cultura del "tutti uguali", nel senso che non deve esserci concorrenza, compeizione, premiazione del valore!

io credo cha A TUTTI SI DEVONO DARE LE STESSE OPPORTUNITA', però poi la competenza e la qualità DEVONO AVERE IL MODO DI EMERGERE!

 
At giugno 11, 2006 10:44 AM, Anonymous Anonimo said...

Io, invece, trovo molto positivo il fenomeno delle convenzioni. Tenete presente che gli studenti lavoratori non portano via il posto a nessuno perchè sono già occupati. Chi ha una certa età ed ha famiglia non può seguire i corsi nè tantomeno ha la mente allenata come un giovane di 20-30 anni. Se non ci fossero queste convenzioni, nessuno di loro prenderebbe più i libri in mano. E' un piccolo incentivo a studiare. Poi, parliamoci chiaro, la laurea triennale è valida ma fino ad un certo punto, quelle che contano sono le lauree specialistiche. Quindi, cari ragazzi, non abbiate paura dei matusalemme neo-laureati perchè prima o poi, nella vita, chi vale veramente ed ha studiato sicuramente avrà molte più opportunità degli altri.

 
At giugno 13, 2006 8:36 AM, Blogger informatore said...

"gli studenti lavoratori non portano via il posto a nessuno perchè sono già occupati". Non è vero, nel momento in cui si concorre alle cariche dirigenziali, gli studenti fanno concorrenza...e sappiamo quanto siano "puliti" i concorsi.

"Chi ha una certa età ed ha famiglia non può seguire i corsi".
Chi dice che debbano seguire i corsi? se saltano gli esami vuol dire che la materia la conoscono già. Sarebbe soltanto sufficiente che dessero gl.i esami come tutti gli altri studenti, ma sarebbero avvantaggiati dal fatto di non dover seguire i corsi.

"chi vale veramente ed ha studiato sicuramente avrà molte più opportunità degli altri".
Sei sicuro di vivere in Italia?

 

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