mercoledì, luglio 05, 2006

Pizza-Wurstel 2-0: un Grosso risultato.

E’ ufficiale, andremo a Berlino dove il 9 luglio ci giocheremo il titolo Mondiale con la vincente di Francia-Portogallo. Dopo le polemiche pre-mondiale, le preoccupazioni sulle eventuali prestazioni degli Azzurri, le notizie dello scandalo del calcio, gli sfottò dei tedeschi negli ultimi giorni, il campo ha stabilito che noi siamo una delle due squadre più forti del mondo. Ieri sera a Dortmund è stata una battaglia leale e sportiva fra due grandi nazioni con una forte tradizione calcistica. Alla fine, dopo quasi 120 minuti e pochi secondi prima della lotteria dei rigori, Fabio Grosso, già determinante nell’azione del rigore contro l’Australia, ha inventato un tiro di straordinaria precisione che ha fatto andare di traverso i fiumi di birra ed i chili di wurstel ingurgitati dai tedeschi prima e durante la partita. Il gol di Del Piero, poi, ha messo fine a qualsiasi tipo di possibile critica da parte dei tedeschi in caso di vittoria per 1-0. Ha vinto la squadra più solida, più forte in difesa, più agguerrita a centrocampo, più tecnica. L’Italia ha portato a casa un risultato che è già diventato storico perché Italia-Germania non è soltanto una sfida calcistica o culinaria (pizza-wurstel) ma è una sfida che ha dei forti connotati politici, emozionali, storici. Non dimentichiamoci dei numerosi emigrati italiani in Germania, degli strascichi di memoria della Seconda guerra Mondiale, dell’amore dei tedeschi per le nostre città e dell’amore dei nostri ragazzi per le loro ragazze…Insomma, Italia-Germania è sempre più di una sfida calcistica ma l’importante è che rimanga sempre tutto nei limiti della lealtà e correttezza sportiva. Nonostante gli insulti ricevuti dai tedeschi nei giorni prima della partita, devo fare un grande applauso ai tifosi della Germania e al popolo tedesco che si è dimostrato tollerante con i nostri connazionali nelle piazze e nello stadio durante la partita. Mi chiedo se possa accadere una cosa simile anche in Italia, cioè, se a Roma o Milano sia possibile vedere, durante un’ipotetica semifinale It-Ger i tifosi tedeschi insieme ai tifosi italiani. Dubito fortemente, secondo me sarebbero segregati in uno spazio apposito (la cosiddetta gabbia). Su questo piano abbiamo molto da imparare dai tedeschi che, a loro volta hanno da imparare dagli italiani come si gioca a calcio…

4 Comments:

At luglio 05, 2006 4:59 PM, Blogger vieller said...

Un mese fa hai fatto un bel articolo
"Ce la sentiamo di tifare?" nel quale ti ho lasciato un post e dicevo che pur non essendo un amante del calcio speravo l'Italia vincesse e stravincesse.
Dopo gli sfottò tedeschi, ieri ho goduto come un tifoso incallito.

 
At luglio 05, 2006 5:42 PM, Anonymous Andrea said...

Grandissimi! La vittoria più bella!!! Ora sarà dura l'attesa per la partita più importante...a me piacerebbe incontrare la Francia...una Finale che sogno da anni!! Non vedo l' ora di trovarmi in piazza a sventolare il tricolore...! A proposito...per tutti quelli che stanno cercando la bandiera ma non sanno dove trovarla ho scoperto un sito su internet dove te la spediscono a casa in 24/48 ore!!si chiama Carnivalsuperstore, mi raccomando, dobbiamo sostenere gli Azzurri!!! Grande Alex!!

 
At luglio 05, 2006 7:15 PM, Blogger informatore said...

E' ovvio che il Paese sia contento dell'ottimo risultato conseguito ieri sera. A me piace andare sempre un pò oltre il fatto specifico e vorrei sottolineare l'aspetto della correttezza dei tifosi tedeschi nei nostri confronti (inno fischiato a parte). Ripeto che in Italia una situazione contraria in cui tedeschi e italiani condividono una stessa porzione di stadio sarebbe alquanto improbabile. Ok, ci hanno sfottuto, irriso, però la vera violenza è tutta un'altra cosa, ed è quella a cui assistiamo ogni tanto nel nostro campionato.
Mi chiedo pechè non possa accadere qualcosa di simile anche quando giocano le squadre di club. Se ci pensate, anche quando giocano squadre italiane contro quelle tedesche o di altri paesi, i tifosi vengono suddivisi e segregati. Soltanto il Mondiale riesce a far convivere pacificamente le tifoserie...Chissà perchè ma meglio così!

 
At luglio 06, 2006 10:00 AM, Blogger vieller said...

La nazionale non è come le squadre di club, in quanto difficilmente ci si identifica con tanto accanimento. Sono ben poche le nazionali che lasciano i mondiali tra urla, botte e capelli strappati, al massimo qualche lacrima e il muso lungo qualche ora.
Però l'esempio più bello secondo me è stato quello dell'Ucraina. Il SIG. Shevchenko pur avendo perso, ha salutato i tifosi, si è complimentato con giocatori della squadra avversaria, con il ct avversario e quando l'hanno intervistato ha elogiato gli avversari.
Chissà perchè mi sono venuti in mente alcuni indirizzi a cui spedire il filmato

 

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