lunedì, giugno 19, 2006

E’ giusto pubblicare le intercettazioni?

Ci risiamo, un nuovo scandalo è alle porte dopo quello quasi dimenticato del calcio. Vittorio Emanuele è stato arrestato in seguito ad alcune indagini della Procura di Potenza basate, in buona parte, sulle intercettazioni. Si profila uno scenario preoccupante per il figlio dell’ultimo re d’Italia Umberto II, uno scenario fatto di videogiochi, prostituzione, casinò, scambi di voti. Ricordiamo che nel suo turbolento passato Vittorio E. era stato indagato per traffico internazionale di armi, aveva ucciso col fucile un ragazzo di 19 anni, (ed era stato condannato a 6 mesi per porto abusivo di arma da fuoco) era iscritto alla P2 con tessera numero 1621. Tornando agli ultimi giorni, mi sento di dire che se tutte le accuse fossero confermate, si prospetterebbe una situazione semplicemente squallida, uno schifo vero e proprio. Non stiamo parlando di un ladro, di un mafioso (?), di una persona qualunque che truffa, ma del figlio dell’ultimo Re d’Italia, certamente una persona che non ha bisogno di ricorrere a traffici sporchi per mettersi in tasca qualche soldo in più. Meno male che la Monarchia in Italia fu bocciata, altrimenti avremmo come Re un vero delinquente! Lascio il giudizio finale alla Magistratura e mi soffermo brevemente sulle intercettazioni ed il loro uso. Alcuni parlano di regolamentarle e di impedirne la pubblicazione, ma sicuramente nessuno può mettere in dubbio l’efficacia di uno strumento così efficace che ha fatto numerose vittime illustri. Mi chiedo: e’ giusto pubblicare le intercettazioni sui giornali? Secondo me si, a patto che non si parli dei cavoli personali che interessano più ai giornali di gossip che alle Procure. Non sarebbe giusto vietarne la pubblicazione, almeno in un Paese come l’Italia, perché si rischierebbe di nascondere agli italiani la verità su alcuni fatti e, inoltre, si farebbe il gioco di chi cerca di insabbiare sempre e comunque tutte le prove e gli indizi che riguardano i potenti, gli intoccabili. In altri paesi si potrebbe fare a meno di pubblicare le intercettazione senza insabbiare tutto, in Italia assolutamente no. Dunque, è giusto pubblicare le intercettazioni riguardanti fatti gravi per una questione di trasparenza. C’è chi dirà che, invece, le intercettazioni lasciano il tempo che trovano e non possono essere assimilate ad una condanna. Vero, però bisogna scegliere fra il rischio di una gogna mediatica ed il rischio che tutto venga sempre insabbiato, per sempre…Voi che dite?

7 Comments:

At giugno 19, 2006 5:24 PM, Anonymous sandra said...

Io dico che quando uno arriva a tali livelli di delinquenza, di mancanza di rispetto per le leggi e per le persone, non ha alcun diritto di appellarsi a concetti di privacy o altro.
Forse è ora che si tracci una linea netta di demarcazione tra chi è onesto e chi no.
Eppoi: la colpa è da riferire l'ha denunciata, o a chi l'ha commessa?

 
At giugno 19, 2006 5:27 PM, Anonymous sandra said...

P.SD. : siamo alle solite: scrivo di corsa e dimentico i "pezzi".
Scusate e mi correggo:
...la colpa è da riferire a chi l'ha denunciata, o a chi l'ha commessa?

 
At giugno 19, 2006 8:57 PM, Anonymous Anonimo said...

PENSO CHE RENDENDO PUBBLICHE LE INTERCETTAZIONI SI FINISCE PER FARE I PROCESSI FUORI DALLE AULE DI TRIBUNALE ,NON PENSO SIA UNA BELLA COSA.LANCIO UNA PROVOCAZIONE..E SE FOSSERO NOTIZIE FALSE,SE SI SCOPRISSE CHE SONO ARTEFATTE?COME RIDIAMO DIGNITA' ALLA PERSONA?COME COMPENSIAMO IL DANNO RICEVUTO?

 
At giugno 19, 2006 11:43 PM, Blogger attila said...

è giustissimo. Anche quando non sono rilevanti ai fini di un'inchiesta. Prima dell'eventuale giudizio penale può essere comunque emesso da noi tutti un giudizio morale.
Che le notizie possano essere false ne dubito fortemente, visto che non si tratta di intercettazioni montate dai giornali, ma di un lavoro di anni fatto dalla magistratura e dalle forze dell'ordine. Finchè queste funzionano non dovremmo temere i "falsi".
Lo so che è un po' come dire" chi è senza peccato scagli la prima pietra", ma vietarne la pubblicazione impedirebbe a noi tutti di formarci un'idea sulla questione e ciò sarebbe lesivo della nostra coscienza sociale (che già in Italia non abbonda di certo).

 
At giugno 20, 2006 5:24 PM, Anonymous Anonimo said...

era solo una provocazione;ma perchè renderle pubbliche prima dei processi,si potrebbe aspettare prima la fine dell'istruttoria.Un bel rinvio a giudizio no,dico almeno.Sara'che alla mia privacy ci tengo molto.Questi magistrati non è che poi sotto sotto, non lo fanno tanto per noi quanto per loro non so' se mi spiego "L'OCCASIONE FA' L'UOMO LADRO"sono uomini come quelli che accusano o no?.La politica si fa'in tanti modi.Comunque screditare un indagato prima del processo non significa vincerlo,ma quasi e questo non sarebbe molto corretto.Scusate ma io penso che l'opinione pubblica puo' farsi un'idea anche dopo i processi,solo che si commenterebbero cose divese:le SENTENZE.

 
At giugno 20, 2006 6:19 PM, Blogger vieller said...

Quando vengono "sparate" in prima pagina notizie che non dovrebbero essere di dominio pubblico, almeno all'inizio di un procedimento giudiziario facendo volutamente tanto clamore, mi da l'idea che ci sia qualcosa d'altro di ben + grave che si voglia far passare in sordina.

 
At giugno 20, 2006 8:53 PM, Anonymous Anonimo said...

facciamo delle intercettazioni il giusto,quindi giustizia non politica o show televisivi da quattro soldi.Chi espone le persone a questa gogna mediatica deve renderne conto.Si fa' presto a condannare ma a risarcire?Diamoci un taglio.Bando alle ciance(chiacchere)

 

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